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FURCI SICULO (Me)   

COME ARRIVARE
Autostrada
Catania - Messina
Da Messina:
(36Km) in auto:
(0Km) A18 in direzione Catania fino all'uscita Roccalumera,
Da Catania:
(56Km) in auto:
(0Km) A18 in direzione Messina

 

 

 

 

   

Sulla costa ionica a 33 Km da Messina e a 20 da Taormina sorge un paesino il quale per la sua ubicazione ha una fisionomia particolare. Ad est è bagnato dallo splendido mare Ionio che l’accarezza dolcemente lambendo la bellissima spiaggia, a sud-ovest confina con il torrente Savoca, a nord-est col torrente Pagliara, a nord-ovest con la chiostra di monti che si innalzano fino allo spartiacque. Furci sorge in una bellissima vallata dolcemente degradante, dai contrafforti della vetusta Savoca scende fino al letto del torrente omonimo risalendo poi fino fino alla “montagna liscia”. In tempi non molto remoti faceva parte della Marina di Savoca assieme ad altri parsi litoranei. Nel marzo del 1923 Furci è diventato comune autonomo distaccandosi da S. Teresa Riva. Con l’autonomia civile il paesino ha cominciato a svilupparsi gradatamente arrivando al progresso attuale che lo rende uno dei paesini piu’ belli della riviera e della provincia messinese. Quando Furci era una piccola borgata dipendente dal Comune di S. Teresa, gli abitanti vivevano una vita grama e senza soddisfazione, mancando di tutte le opere che fanno civile un popolo: le fognature, l’acquedotto, il cimitero, il piano regolatore, le strade. Acquistando la sua autonomia civile, sotto il regime fascista, si cominciò a parlare e piu’ tardi a programmare alcune opere, ma che purtroppo, per penuria di mezzi o per incapacità dei pubblici reggitori, rimasero sulla carta. La seconda guerra mondiale, poi, boicottò ogni attività dovendosi inventare espedienti vari per sopravvivere. Caduto il fascismo e terminata la guerra, il comune piu’ o meno disastrato, dopo essersi leccato le ferite, cominciò ad organizzarsi. Il primo Consiglio Comunale democraticamente eletto dal popolo fu quello che vide la DC al potere. I giovani, in gran parte elementi formati fra le file della Azione Cattolica si impegnarono fino in fondo per la programmazione delle varie opere pubbliche.

Dal 1923, anno dell’ autonomia acquisita il comune è stato diretto:

  1. Cav. Antonino Spinelli                         Sindaco (marzo 1923 – maggio 1924)
  2. Ing. Toscano Carmelo                         R. Commissario (luglio 1924 – 9 luglio 1926)
  3. Farmac. Trimarchi Gaetano                 Podestà (20 agosto 1926 – 31 ottobre 1928)
  4. Ing. Toscano Carmelo                         Com., Podestà  (23 nov. 1928 – 19 agosto 1930)
  5. Rag. Mario Giusto                                Com., Podestà (30 agosto 1930–4 maggio 1935)
  6. Cav. Salvatore Caminiti                        Podestà (31 maggio 1935 – 30 settembre 1944)
  7. Cav. Pirrone Francesco                        Sindaco (10 ottobre 1944 – 31 dicembre 1945)
  8. Dott. Spinelli Umberto                          Sindaco (1 gennaio 1946 – 26 ottobre 1946)
  9. Avv. Vincenzo Gregorio                       Sindaco (14 dicembre 1946 – 28 agosto 1952)
  10. Prof. Melo Garufi                                 Sindaco (2 settembre 1952  - 1985
  11. Dott. Domenico Ventura                       Sindaco (6 maggio 1985 - 1998
  12. Dott. Sebastiano Foti                            Sindaco ( 24 maggio 1998 - 2008)
  13. Dott.                                                     Sindaco (

 Molti programmi sono stati impostati dagli amministratori della cosa pubblica dal 23 al 45, ma sia per la tristezza dei tempi (miseria e povertà) sia per l’assoluta carenza di uffici tecnici a tutti i livelli nazionali, regionali e comunali, sia per il periodo fascista che non prevedeva erogazioni per lo sviluppo dei comuni, sia il periodo della guerra, durante il quale i problemi di sopravvivenza erano dominanti, il tutto rimase un pio desiderio anche se il comune aveva elaborato diversi progetti.

Lo sviluppo vero e proprio del paese cominciò nel dopoguerra e cioè quando col primo consiglio comunale democraticamente eletto (10 novembre 1946). Dal 46 all’81 molte opere civiche sono state realizzate con un ritmo crescente e vigoroso. E solo così si è visto l’acquedotto comunale per il quale bisognò lottare per lunghi anni contro il pressappochismo dei vari dicasteri nazionali e regionali, che non riuscivano per la pesante burocrazia a portare avanti una iniziativa qualsiasi.

In effetti la prima opera fu proprio quella dell’acquedotto. Il progetto (Gregorio – Crinò) dell’acquedotto impostato nel 1947 dopo la trafila di intralci tecnici, burocratici e finanzieri, finalmente fu inaugurato il 25 settembre 1955, alla presenza delle autorità regionali.

Le fognature, che in diverse edizioni hanno risanato igienicamente tutto l’abitato della cittadina.

 La casa comunale che per parecchi anni dall’autonomia era situata in locali di fortuna, affittati. Attualmente la Casa Comunale che sorge in via Roma ha subito miglioramenti e ampliamenti.

  Il Cimitero, inaugurato nel 1955!  Era un obbrobrio trasportare al cimitero di S. Teresa le salme dei nostri defunti (circa 4 Km di cortei…)

La città degli studi sorta come per incanto al di la del rilevato ferroviario e che racchiude la scuola elementare, la scuola media, l’Ist. Tecnico per ragionieri e per geometri e l’Ist. Professionle.          

E poi l’assetto definitivo di tutte le strade intere, asfaltate o ammattonate, particolarmente la via C. Battisti che porta a Grotte.

Non ultimo il lungomare che segna un passo avanti nel progresso dell’intera cittadina.

La villa comunale inaugurata il 14 agosto 1988

 Centro Diurno inaugurato nel 1990

Parco sub urbano inaugurato nel 1997

 Il Palazzetto dello Sport reso agibile nel 2007

Zona industriale

Queste le opere piu’ importanti che i nostri amministratori sono riusciti a realizzare a prezzo di sacrifici non comuni. E molte altre opere sono in cantiere e delle quali speriamo presto vedere la realizzazione. Furci in questi  anni ne ha fatta di strada. Qualche nostro emigrante tornato dopo tanti anni a rivedere il proprio paesino d’origine non l’ha riconosciuto… e non poteva essere altrimenti.